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Parchi naturali

Sono tanti gli elementi che hanno contribuito e contribuiscono a far dell’Abruzzo una regione speciale, la regione più verde d’Italia e una delle maggiori aree protette a livello europeo. La posizione centrale lungo la dorsale appenninica, l’orografia complessa con montagne che raggiungono spesso quote alte, una storia di trasformazioni geologiche per cui è stata collegata prima e divisa poi dai Balcani.

Chi ama la natura trova in Abruzzo pane per i suoi denti. Infatti, sono presenti nella regione, oltre a tre parchi nazionali e uno regionale, ben trentasette riserve naturali, con una grande varietà di tipologie paesaggistiche di natura incontaminata. Ben un terzo dell’intera superficie della regione è sottoposto a vincolo ambientale.

Le aree protette presentano ai visitatori incantevoli paesaggi nonché insediamenti umani di notevole valore storico e culturale. Fitti faggeti, gole e alture montuose, ampi pascoli e pittoreschi paesini invitano ad esplorare la varietà del territorio seguendo itinerari escursionistici e di trekking. Con un po’ di fortuna si possono incontrare camosci e arrivare sulle tracce dell’orso marsicano. I numerosi percorsi escursionistici e le piste sciistiche offrono eccellenti possibilità di praticare sport estivi ed invernali, mentre i tesori artistici delle città d’arte invogliano alla visita gli amanti dell’arte.

Il ”Parco Nazionale d'Abruzzo“ è stato istituito già nel 1922. Si tratta della prima delle aree protette italiane, in senso cronologico, e di uno dei primi parchi nazionali europei. Il territorio comprende una superficie di 44.000 ettari ed è suddiviso in quattro aree diverse. La parte a valle, estendentesi per l’intero il parco in tutta la sua lunghezza, costituisce il centro degli insediamenti umani. Nelle regioni montane, coperte di faggeti, vivono animali protetti, quali il lupo appenninico e l’orso bruno marsicano, che costituisce l’emblema del parco stesso.

Gli affascinanti e grandiosi scorci montuosi offerti dal “Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga” si presentano al visitatore sotto forma di picchi appuntiti, gole profonde e scoscese pareti calcaree. Il parco è stato istituito nel 1991 e comprende nel suo territorio tre catene montuose, cinque province e cinquantasette comuni. Con i suoi quasi 150.000 ettari di estensione è uno dei più grandi parchi nazionali italiani. Vi si eleva la cima del Corno Grande, la più alta degli Appennini con i suoi 2.912 m., e il Calderone, il più meridionale dei ghiacciai europei. Nella parte sudorientale del massiccio si estende l’ampio altopiano di Campo Imperatore, denominato dagli Abruzzesi ‘piccolo Tibet’. Nei suoi grandi pascoli sono stati ambientati già in passato numerosi film italiani e internazionali. In questa località si trova un giardino botanico, istituito nel 1952 per l’osservazione e la coltivazione di circa 300 specie di esemplari della flora montana locale. La parte settentrionale del parco degrada verso le più dolci alture dei Monti della Laga; nei boschi di pini, betulle e nei faggeti scorrono le acque limpide di numerosi ruscelli, alcuni dei quali formano pittoresche cascate che, gelando d’inverno, punteggiano di bianco le rocce circostanti. L’accesso al parco è consentito nei paesi di Assergi e Colledara.

Il “Parco Nazionale della Majella“, istituito nel 1991, costituisce con i suoi 74.000 ettari il secondo parco nazionale della regione per estensione. Il nucleo del parco è formato dal compatto massiccio della Maiella, alto ca. 2.800 m. Per la ricchezza di specie botaniche dovuta alla sua conformazione biologica, il territorio del massiccio, scarsamente popolato, rappresenta un vero paradiso per gli amanti della natura e gli specialisti della flora montana: vi si incontrano numerose erbe mediche e ben 1.800 tipi di piante che in primavera creano una vera fantasmagoria floreale. Il parco, inoltre, ricoperto da un fitto manto boschivo, ospita molte specie faunistiche rare, come caprioli, camosci, lupi e orsi. Oltre a oasi di natura selvaggia, vi sono numerose le tracce di culture e civiltà antiche, che riconducono il visitatore sulle tracce di un passato lontano anche di 300.000 anni. Già gli asceti e gli eremiti in epoca proto cristiana si ritirarono in eremi appartati talora in splendide posizioni naturali. Numerosi eremi e paesi medievali con i loro rifugi, e chiesette affrescate aspettano solo di venir individuati dai visitatori.

Il “Parco regionale naturale del Sirente-Velino“, istituito nel 1989, è l’unico parco regionale d’Abruzzo. È situato a ovest del Gran Sasso in provincia dell’Aquila e presenta ai visitatori meravigliosi paesaggi per più di 50.000 ettari. Trai due massicci calcarei del Monte Velino (2.487 m.) e Monte Sirente (2.349 m.) si dispiega l’Altopiano delle Rocche. I pendii ai confini delle montagne sono orlati di faggeti e di querceti, mentre nella gola del fiume Aterno cresce persino il leccio. Le ripide pareti del Sirente presentano gole profonde e interessanti formazioni carsiche. Particolarmente degni di nota sono le cascate e i laghetti delle grotte di Stiffe. Per chi ama la storia, non mancano interessanti punti di visita: oltre alle cinte murarie, a castelli e templi, le località di Rosciolo, Aterno e Secinaro offrono al turista vestigia e tracce del passato.

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